Ci esercitiamo sul tappetino.
Ma il movimento non rimane LÌ.
Prendiamo per esempio Uttānāsana.
Una flessione in avanti può sembrare semplice.Eppure, con la pratica, iniziamo a studiare ciò che di solito accade automaticamente:
DOVE si trova il peso sui piedi? COSA fanno le gambe?
COME si muovono le articolazioni dell’anca?
COSA succede alla colonna vertebrale?
DOVE c’è uno sforzo superfluo?
Geeta S. Iyengar ha detto:
“L’asana non è semplicemente una postura FISICA.
È uno STATO DELL’ESSERE.
Quando sei in un’asana, non stai solo facendo,
stai DIVENTANDO.”— Geeta S. Iyengar, Yoganusasanam Convention, RIMYI Pune, 2014
DIVENTARE…
Poi, qualcosa cade a terra…
Niente tappetino.
Niente insegnante.
Nessuna posizione da eseguire.
SEMPLICEMENTE ti pieghi. Ma forse percepisci il movimento in modo diverso.
Non perché stai cercando di ricreare Uttānāsana nella vita di tutti i giorni.
Perché la pratica ti ha insegnato a prestare attenzione a COME ti muovi.
Questo potrebbe essere UNO dei modi più silenziosi in cui l’āsana continua ANCHE al di fuori del tappetino.
La posizione finisce.
La CONSAPEVOLEZZA non deve finire.
Quale movimento quotidiano percepisci ora in modo diverso, grazie allo yoga?
Sei curioso di scoprire come lo Yoga Iyengar sviluppa l’attenzione ATTRAVERSO il movimento?
Queste sono le domande che qualunque praticante arriva a porsi, perché frutto di una indagine profonda che dovrebbe avere luogo durante la pratica degli asana e l’osservazione del flusso respiratorio nel Pranayama. Ed è proprio questo ampliamento dell’attenzione che porta la consapevolezza dal tappetino, alle piccole e grandi cose di tutti i giorni: proprio come Geeta sottolineava. Uno STATO DELL’ESSERE. Uno stato che va continuamente ricercato e affinato, per essere poi travasato nel nostro vissuto di ogni giorno. Cambia la vostra percezione della Vita. E chi è attorno a voi, lo percepisce.




